Ciclismo, Prostata e Uso della Bicicletta nell’Ipertrofia Prostatica

Andare in bicicletta fa male alla prostata?

Esistono correlazioni tra tumore alla prostata e ciclismo?

Sulla base dei dati attualmente disponibili, la risposta è negativa.

Partiamo da un presupposto importante: l’attività fisica giova alla salute e aiuta a mantenersi in forma; di conseguenza, il ciclismo dovrebbe essere in grado di preservare anche il benessere della prostata.

Naturalmente, non tutti gli sport sono identici e producono gli stessi effetti sull’organismo.

È possibile, ad esempio, che alcune discipline risultino deleterie, provocando infiammazioni della ghiandola prostatica.

Alcune ricerche hanno esaminato a fondo i vantaggi e gli svantaggi offerti da numerosi sport, tra cui il ciclismo.

A causa della posizione adottata e della tipica forma del sellino, la bici sortisce un impatto sulla zona prostatica e perineale, tanto che, in presenza di ipertrofia prostatica acuta, i medici ne sconsigliano l’uso.

Esistono altri rischi per la prostata quando si pratica questo sport?

Uno studio effettuato da un team di ricercatori dell’University College of London ha preso in esame le informazioni fornite da oltre 5.200 ciclisti britannici.

I partecipanti al sondaggio sono stati reclutati attraverso alcune inserzioni pubblicate su riviste di settore.

Il sondaggio online prevedeva un centinaio di domande relative alla presenza di eventuali problemi di salute, quali infertilità, prostatite, disfunzione erettile e tumore alla prostata.

I partecipanti sono stati suddivisi in quattro gruppi, in base alle ore settimanali che ciascuno degli atleti interpellati dedicava al ciclismo:

  • meno di 3,75 ore
  • 3,76 – 5,75 ore
  • 5,76 – 8,49 ore
  • più di 8,5 ore

Il test ha provato che non esiste correlazione tra intensità dell’allenamento e disturbi quali impotenza o infertilità.

Tuttavia, lo stesso studio ha individuato un sensibile incremento delle diagnosi di tumore prostatico all’interno del quarto gruppo, formato da atleti con più di 50 anni che praticavano almeno 8,5 ore di ciclismo a settimana; questo dato potrebbe mettere in evidenza una possibile correlazione tra ciclismo e cancro alla prostata.

Va notato, tuttavia, come tutte le persone che osservano uno stile di vita sano e attivo siano più attente alla salute rispetto a coloro che conducono una vita sedentaria.

Di conseguenza, è probabile che i primi si rivolgano più spesso al medico di quanto non facciano gli altri: ciò spiegherebbe il motivo per cui il tumore alla prostata colpisce più frequentemente chi dedica parecchio tempo all’attività fisica.

In base a quanto detto, gli stessi casi di tumore non sarebbero attribuibili direttamente al ciclismo, quanto ad una maggiore attenzione alla propria salute.

È vero anche che andare in bici può provocare un aumento dei livelli di PSA, proteina associata alla presenza di cancro alla prostata.

Questo fenomeno è legato alla pressione esercitata dalla sella sulla prostata, condizione che sta alla base delle possibili infiammazioni che colpiscono la regione.

Vale la pena ricordare che i sintomi della prostatite possono confondersi con quelli del cancro alla prostata e che l’aumento stesso dei livelli di PSA può segnalare la presenza di forme benigne di iperplasia prostatica e non necessariamente di un tumore.

Grazie alle recenti conquiste tecnologiche, oggigiorno esistono biciclette munite di sedute anatomiche, in grado di attutire l’impatto sulla zona perianale e sulla prostata e limitare l’insorgenza di problematiche complesse.

Giuliano Fresoni

Dopo estenuanti ricerche sull’argomento prostata, penso di avere un’idea chiara in merito a cosa funziona e cosa non funziona per risolvere i problemi associati – in questo sito web il mio obbiettivo è quello di condividere informazioni utili, esperienza ed opinioni per aiutare gli uomini in difficoltà.

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